Le tips di Consuelo

Trovati un senior che ti sopporta

La mentorship vera non è un programma HR ma una sana chiacchiera di 15 minuti che ti risparmia ore di frustrazione. Si costruisce e non si aspetta.

MentorshipAggiornato a luglio 2026 · Lettura: 3 min

Il mentor assegnato d'ufficio

Molte aziende ti assegnano un “buddy” o un mentor il primo giorno. A volte funziona, più spesso sono due sconosciuti con un invito ricorrente in calendario che entrambi spostano finché non muore di morte naturale. Ti è successo vero?

Il punto non è che il programma sia inutile: è che la relazione che ti serve non si assegna, si costruisce, e la costruisci tu.

Chi scegliere

  • Chi fa il lavoro che vorresti fare tra tre anni. Il consultant bravo due anni avanti a te ricorda benissimo i tuoi problemi; il partner li ha rimossi da un decennio.
  • Chi produce lavoro che ti sembra fatto bene. Le slide che girano e ti fanno pensare “vorrei saperle fare così” hanno un autore: eccolo, il candidato.
  • Più di una persona. Un riferimento per il metodo, uno per le dinamiche interne, magari uno fuori dall'azienda. Nessun singolo essere umano ha tutte le risposte, nemmeno quello con la scrivania dorata.
Consuelo, la mascotte di Consulenza Confusa

“Un senior che ti sopporta vale più di mille corsi.”
Consuelo, mascotte e senior advisor non richiesto.

Come chiedere (mai dire “mi fai da mentor?”)

La parola “mentor” spaventa: suona come un contratto a vita, nessuno vuole firmare quel contratto.

Chiedi invece 15 minuti su una cosa specifica: “Ho visto che hai lavorato su X: posso rubarti un quarto d'ora per capire come l'hai impostato?”. Funziona per un motivo semplice: alle persone piace raccontare come fanno le cose, soprattutto a qualcuno che ascolta sul serio.

Ripeti tra qualche settimana, su un'altra cosa specifica. Tre caffè dopo, la mentorship esiste e nessuno ha mai dovuto pronunciare la parola.

Come tenerla viva

  • Torna con i risultati. “Ho fatto come mi avevi detto, ha funzionato” è la frase preferita di qualunque senior. Chiude il cerchio e garantisce il prossimo caffè.
  • Porta qualcosa anche tu. Cosa si dice tra i junior, un tool che hai scoperto, un'informazione dal campo. La relazione a senso unico ha vita breve.
  • Non usarla solo in emergenza. Se ti fai vivo solo quando hai problemi, l’altra persona lo percepirà e la relazione non sarà sana.

La mappa degli esperti

Oltre al riferimento fisso, dal primo mese costruisci la mappa: chi ha già lavorato con quel cliente, chi conosce quel tool, chi ha fatto quel tipo di analisi.

Quindici minuti con la persona giusta valgono ore di tentativi in solitaria. La differenza tra un junior che affoga e uno che cresce raramente sta nell'intelligenza: sta nel sapere a chi chiedere, e nell'averlo scoperto prima di averne bisogno.